Vardavar: la grande festa armena delle acque e della luce
Iscritta nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'Armenia, la festa di Vardavar (o Vartavar) è tra le celebrazioni più vivaci e più care al cuore del popolo armeno. Costellata di risate, grida di gioia e generosi getti d'acqua che bagnano passanti e persone care, questa giornata estiva trasforma città e villaggi in un teatro di allegria collettiva. Ma dietro questo gioco popolare che i bambini chiamano affettuosamente djrotsi, risuona un'eco ben più antica, dove si intrecciano mitologia precristiana e solennità della fede apostolica.
Dagli altari antichi al monte Tabor
Molto prima dell'era cristiana, l'Armenia celebrava nel cuore dell'estate l'abbondanza della natura, la fine del raccolto e le divinità tutelari dell'acqua. Il Vardavar era allora strettamente associato al culto di Astghik, dea dell'acqua, della bellezza, dell'amore e della fertilità, nonché alla dea Anahit. I fedeli offrivano spighe nei templi, facevano libagioni di vino e sacrificavano agnelli presso le sorgenti d'acqua viva in montagna per implorare la pioggia e proteggere i raccolti dai danni di siccità, grandine o cavallette.
Con l'avvento del cristianesimo, la Chiesa apostolica armena integrò questa celebrazione nel cuore della propria liturgia. San Gregorio l'Illuminatore scelse inizialmente di fissare la festa della Trasfigurazione di Cristo al primo giorno del calendario armeno, il 1° del mese di Navasard (l'11 agosto), cristianizzando così il grande raduno che un tempo si teneva presso i santuari di Ashtishat e il tempio di Innaknya. Più tardi, nel 551, il catholicos Movses II collegò la festa al ciclo pasquale, spostandola alla settima domenica dopo la Pentecoste. Annoverata tra le cinque feste cardinali (Daghavar) della Chiesa armena, il Vardavar si tiene esattamente 98 giorni (quattordici settimane) dopo Pasqua, tra il 28 giugno e il 1° agosto. È preceduta da una settimana di digiuno e immediatamente seguita, il lunedì, dal Merelots, ufficio di preghiera dedicato al riposo dei defunti.
Il simbolismo dell'acqua, delle rose e delle mele
Al centro dei riti del Vardavar troneggiano l'acqua lustrale, i fiori e i primi frutti dell'estate. Secondo i racconti biblici tramandati dalla tradizione, l'aspersione reciproca richiama anche il ricordo del Diluvio universale, quando il patriarca Noè, sceso dall'arca sul monte Masis verso il Nakhichevan, ordinò ai suoi discendenti di bagnarsi con l'acqua e di liberare colombe in memoria della salvezza concessa all'umanità.
Il nome stesso della festa ha suscitato molteplici studi. La tradizione popolare vi scorge l'unione di vard (la rosa) e var (ardente o fiammeggiante), a ricordo delle bracciate di rose offerte ad Astghik o della sfolgorante bellezza di Cristo trasfigurato davanti agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Tabor. L'erudito Ghevond Alishan ha ricondotto questa etimologia al culto della dea, mentre il linguista Grigor Ghapantsyan nel 1940, e poi K. V. Melik-Pashayan nel 1963, vi hanno individuato una radice ittita che unisce vadar (l'acqua) e arr (lavare, bagnare). Altri studiosi, come Soukias Paronyan o A. E. Petrosyan, hanno esplorato piste legate al culto del fuoco o a radici indoeuropee.
Tra le consuetudini immutabili figurava il divieto di consumare mele prima del Vardavar: era soltanto il giorno della festa che si assaggiavano i primi frutti della stagione. Nello Shatakh, i giovani accatastavano legna la vigilia della festa e accendevano falò attorno ai quali arrostivano queste prime mele ballando fino all'alba.
Santuari montani e tradizioni regionali
Il Vardavar è sempre stato una grande festa di pellegrinaggio. I fedeli salivano sulle alture per raccogliersi presso le sorgenti: il monte Khustup nello Zangezur riuniva fedeli giunti da Kapan e Meghri, mentre altri salivano sul Mets Ishkhanasar, sul Mrav, sul Mets Kirs o sul Dizapayt. Più di centosessanta luoghi sacri e cappelle in tutta l'Armenia e l'Artsakh hanno accolto queste marce rituali, tra cui il celebre monastero di Sourp Karapet a Taron, rinomato in tutto il Vicino Oriente.
Ogni regione coltivava le proprie sfumature: nel Lori, l'acqua aspersa era profumata con petali di rose ed erbe aromatiche; nel Syunik, si bagnavano gli alberi da frutto per garantire ottimi raccolti; nell'Artsakh, le famiglie si riunivano attorno a sorgenti dalle virtù considerate benefiche. Nelle località di Tavush, Lori o Vardenis, la tradizione locale ha talvolta mantenuto la celebrazione la domenica successiva al 20 o al 22 luglio, periodo in cui i lavori agricoli sono terminati.
Un tesoro culturale trasmesso alle generazioni future
Questa ricchezza rituale ha ispirato i più grandi maestri della letteratura armena. Movses Khorenatsi dedicò omelie al mistero del Vardavar, il filosofo Anania Shirakatsi e san Nerses Shnorhali composero sublimi inni liturgici (sharakans), e san Gregorio di Narek immortalò questo splendore nel suo celebre canto poetico (Tagh Vardavari). Nella miniatura medievale, come nell'antico affresco della chiesa della Santa Croce di Aghtamar, la scena della Trasfigurazione ritrae Cristo in una mandorla luminosa, circondato da Mosè ed Elia.
Oggi lo spirito festoso resta intatto. Dal 2014, la Federazione dei club giovanili dell'Armenia (FYCA) organizza il Festival internazionale di Vardavar nei siti storici di Garni e Geghard, unendo stand artigianali, danze collettive (shurdjpar), degustazioni di gata e canti folkloristici interpretati in particolare dall'ensemble vocale Nairyan. Dalla Russia fino a Glendale, la diaspora perpetua questo legame indissolubile con la terra ancestrale.
Per continuare a celebrare e valorizzare questo patrimonio unico, gli amanti delle nostre tradizioni sono calorosamente invitati a ritrovarsi al festival Armenian Culture Fest, che si terrà il 7 novembre 2026 in California.
Da non perdere : Armenian Culture Fest — sabato, 7 novembre 2026, California
Fonti
- Vartavar (Wikipedia fr)
- Vardavar (Wikipedia en)
- Վարդավառ (Wikipedia hy)
- Вардавар (Wikipedia ru)
- Armenia to host Vardavar International Festival 2015 (PeopleOfAr)
- Today Marks Vardavar (PeopleOfAr)
- Vardavar (Wikipedia it)
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