Charles Aznavour: la voce di un popolo, il destino di un gigante
Nato Shahnour Vaghinak Aznavourian il 22 maggio 1924 presso la clinica Tarnier, all'89 di rue d’Assas a Parigi, Charles Aznavour ha attraversato quasi un secolo di storia artistica. Autore, compositore, interprete, attore e scrittore franco-armeno, lascia dietro di sé un repertorio monumentale: oltre mille canzoni scritte o co-scritte e quasi milletrecento brani registrati in diverse lingue, tra cui francese, inglese, italiano, spagnolo, russo e armeno.
Dalle rive dell'esilio al cuore di Parigi
La storia di Charles Aznavour affonda le sue radici nella memoria e nell'esodo del popolo armeno. Suo padre, Mamigon (detto Micha) Aznavourian, nato il 26 maggio 1897 ad Akhaltsikhe, era figlio di un cuoco del governatore di Tiflis. Sua madre, Knar Baghdassarian, scampata al genocidio armeno, apparteneva a una famiglia di commercianti di Adapazarı. La coppia si incontra a Costantinopoli, dove Micha canta come baritono e Knar scrive articoli dedicati agli spettacoli. Fuggendo dalle persecuzioni, fanno una sosta a Salonicco, dove nasce la loro primogenita Aïda il 13 gennaio 1923, prima di sbarcare a Parigi in attesa di un visto per gli Stati Uniti. La famiglia sceglie infine di stabilirvisi.
A Parigi, gli Aznavourian vivono in rue Monsieur-le-Prince, poi Micha apre il ristorante Le Caucase al 23 di rue de la Huchette, dove interpreta canti dell'Europa centrale e orientale. I figli crescono in questo focolare di artisti. Già all'età di 9 anni, Charles adotta lo pseudonimo di Aznavour, frequenta l'École des enfants du spectacle e sale sul palco al teatro del Petit-Monde. Durante la seconda guerra mondiale, la famiglia Aznavour dà prova di un coraggio esemplare nascondendo nella propria abitazione ebrei e armeni, in particolare la coppia di partigiani Mélinée e Missak Manouchian. Questo impegno varrà a Charles e a sua sorella Aïda la medaglia Raoul Wallenberg nel 2017.
Dalle avversità all'Alhambra: la conquista di una voce
Nel 1941, Aznavour fa la conoscenza del pianista Pierre Roche, con cui forma un duo. Nel 1944 scrive la sua prima canzone, J'ai bu. Notato nel 1946 da Édith Piaf, il duo parte in tournée con lei e Les Compagnons de la chanson. Dopo aver trascorso tre giorni in stato di fermo a Ellis Island a causa di un problema con il visto, Aznavour ottiene con Roche un notevole successo in Québec, in particolare al cabaret di Montréal Au Faisan Doré. Incoraggiato da Piaf, di cui diventa direttore di scena, segretario e confidente, intraprende la carriera solista.
Gli esordi sono duri. La critica se la prende con la sua statura di 160 cm e la sua estensione vocale velata da una corda vocale paralizzata, definita con derisione «laringite». Tuttavia, la sua perseveranza finisce per trionfare. Dopo esibizioni trionfali in Marocco nel 1953 e all'Olympia nel 1955 con il brano Sur ma vie, la svolta avviene il 12 dicembre 1960 all'Alhambra: cantando di spalle al pubblico Je m’voyais déjà, infiamma una sala inizialmente gelida e ottiene un trionfo strepitoso all'età di 36 anni.
I decenni successivi vedono la nascita di classici planetari: Tu t’laisses aller, Il faut savoir, La Mamma, Hier encore, La Bohème (1965) o ancora Emmenez-moi (1967). Nel 1972 rompe un tabù con Comme ils disent, che affronta l'omosessualità senza derisione. Due anni dopo, il suo brano in lingua inglese She scala la vetta delle vendite nel Regno Unito. Il suo talento risuona anche alla Carnegie Hall di New York e sui palcoscenici dei cinque continenti.
Un impegno incrollabile per l'Armenia
Nel corso di tutta la sua vita, Charles Aznavour ha mantenuto un legame profondo con la sua patria d'origine. Nel 1975, in occasione del sessantesimo anniversario del genocidio armeno, compone con il cognato e collaboratore Georges Garvarentz la canzone Ils sont tombés. Interpreta inoltre con la figlia Seda il canto Ashkharoums del poeta Sayat-Nova.
Dopo il drammatico terremoto del 1988 che colpisce il nord dell'Armenia, Aznavour fonda l'associazione Aznavour pour l’Arménie insieme al suo impresario Lévon Sayan. La canzone di beneficenza Pour toi Arménie (1989), registrata con decine di artisti, domina le classifiche. Riconoscente, la nazione armena gli erige una statua a Gyumri, intitola a suo nome una piazza in via Abovyan a Erevan e gli conferisce il titolo di Eroe nazionale dell'Armenia nel 2004.
Il 26 dicembre 2008, il presidente Serž Sargsyan gli concede la cittadinanza armena. Aznavour assume pienamente le proprie responsabilità diplomatiche: delegato permanente presso l'UNESCO fin dal 1995, diventa nel 2009 ambasciatore d'Armenia in Svizzera e rappresentante permanente presso l'ONU a Ginevra. Con il figlio Nicolas dà vita alla Fondazione Aznavour per rendere durature le iniziative culturali, educative e sociali.
Un artista dai molteplici orizzonti
Parallelamente alla musica, Charles Aznavour conduce una notevole carriera cinematografica, comparendo in oltre sessanta lungometraggi. Lascia il segno sotto la direzione di François Truffaut in Tirate sul pianista (1960), in cui interpreta il pianista Édouard Saroyan, e poi ne Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff (1979). Nel 2002 interpreta il ruolo principale in Ararat di Atom Egoyan, opera dedicata al genocidio del 1915. Autore di raccolte e memorie quali Mon père, ce géant (2007) e À voix basse (2009), ha inoltre ricevuto la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame nell'agosto 2017.
Charles Aznavour si spegne il 1º ottobre 2018 a Mouriès, all'età di 94 anni. Un omaggio nazionale gli viene reso il 5 ottobre a Les Invalides alla presenza dei presidenti francese e armeno, Emmanuel Macron e Armen Sarkissian, nonché del primo ministro armeno Nikol Pashinyan e del Catholicos Karekin II. Dopo una cerimonia religiosa presso la cattedrale armena di San Giovanni Battista a Parigi, viene sepolto nella tomba di famiglia a Montfort-l'Amaury, lasciando un'impronta indelebile nel patrimonio universale.
Fonti
- Charles Aznavour (Wikipedia fr)
- Charles Aznavour (Wikipedia en)
- Շառլ Ազնավուր (Wikipedia hy)
- Азнавур, Шарль (Wikipedia ru)
- Charles Aznavour (Wikipedia it)
Testi di Wikipedia (CC BY-SA 4.0) e di Wikisource (CC BY-SA 3.0), utilizzati come fonti.
Scritto con uno strumento di IA a partire dalle fonti citate e verificato dalla redazione; tradotto automaticamente dal testo francese verificato.
Leggi anche
La battaglia di Sardarapat: l'eroica riscossa del maggio 1918Combattuta nel maggio 1918, la battaglia di Sardarapat fermò l'invasione ottomana e permise la proclamazione della Prima Repubblica d'Armenia.
Il lavash, respiro millenario ed emblema della tavola armenaPane piatto tradizionale cotto nel tonir, il lavash incarna la storia, la convivialità e i riti secolari del popolo armeno.
L'alfabeto di Mesrop Mashtots: il genio grafico della cultura armenaCreato nel 405 da san Mesrop Mashtots, l'alfabeto armeno ha dato alla lingua la sua veste scritta, plasmando una tradizione letteraria e calligrafica secolare.